LA DIMENSIONE PSICOLOGICA NEL NUOTO SINCRONIZZATO
MASCHILE
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giovedì, dicembre 06, 2012
La dimensione psicologica del nuoto sincronizzato maschile
Pubblichiamo volentieri questo post realizzato dal blog di psicologia sportiva curato da Davide Milone. Siamo sempre stati curiosi di poter approfondire gli aspetti psicologici di uno sport come il nuoto sincronizzato, ancor più dal punto di vista di outsiders (punto di vista raro, e forse privilegiato, per degli uomini). Davide Milone è stato ben felice di aiutarci con questo suo contributo, che pubblichiamo molto volentieri, ringraziandolo e augurandogli i migliori successi per la sua attività di Sport Mental Coaching.
Il Nuoto
Sincronizzato è uno sport spettacolare. Tecnicamente è una disciplina closed-skills in quanto un atleta deve compiere
precisi movimenti e coreografie che gli permettono di disegnare in acqua
immagini suggestive ed affascinanti. Di fronte non c’è un avversario, ma dei
giudici e soprattutto se stessi. È pertanto uno sport in cui il minimo errore
può determinare un punteggio diverso dalle aspettative, in cui la difficoltà
maggiore consiste nel mantenere la calma e la giusta concentrazione, ripetendo
all’infinito ed all’unisono movimenti precisi ed accurati. Attenzione,
concentrazione, gestione delle emozioni, sono solo alcune delle abilità mentali
utili ad influenzare positivamente la prestazione. Un atleta agonista deve
gestire in maniera adeguata queste risorse, imparando a controllarle e a
sfruttarle nei diversi momenti della gara e del pre-gara.
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